UFOMAMMUT
eve – CD (Supernatural Cat rec.)
Una traccia unica di 45 minuti che non può non ricordare gli Sleep maratoneti di Jerusalem. Un suono che si giostra tra arrancamenti a strascico, melodie in fase di atterraggio e mico-suite agganciatesi lungo le code dei rilasci siderali vampata-di-luce-che-balena-fuori-dagli-occhi. La strada è anche quella giusta, per carità, ma la componente di rischio dov’è? Quante band sulla stessa falsariga ci hanno propinato negli ultimi anni? Tante, forse troppe…fossi in voi quei soldi li spenderei per portarmi a casa i dischi di chi la storia del sound lost in the space l’ha scritta per davvero. Ad esempio, a una decina di euro su play.com è disponibile la ristampa Cuneiform di “Reflections From The Firepool” dei Djam Karet, voiceless band californiana che seppe innestare in un contesto King Crimson la gestualità libera Quicksilver Messenger Service / Grateful Dead.
lunedì 31 maggio 2010
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